Società

di Antonio Meo

Le mille buone ragioni di Boromir

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Conoscete la vicenda del Signore degli anelli? L’anello forgiato dall’oscuro Sauron, signore del male, conferisce un dominio assoluto sui poteri del mondo. Sauron smarrisce l’anello, e cerca con ogni mezzo di recuperarlo, per realizzare con esso il suo progetto di conquista del mondo.

Attraverso varie vicende, l’anello giunge in possesso di Frodo, che appartiene al popolo degli hobbit, esseri tranquilli e tutt’altro che inclini all’eroismo. Il sapiente mago Gandalf induce Frodo, assieme alla “Compagnia dell’ anello”, formata da rappresentanti dei popoli degli hobbit, nani, elfi, uomini, a intraprendere una missione pericolosissima e disperata: recarsi nel cuore del regno di Sauron per gettare l’anello nel fuoco del Monte Fato. È l’unico modo per distruggere l’anello. Per Frodo il possesso dell’anello si rivela quindi come la chiamata a un compito. Un compito gravoso, che non ha scelto lui, che certo non desidera, ma che gli è stato riservato dalla vita. La compagnia affronta il viaggio braccata dai malvagi servi
di Sauron.
Uno dei membri della compagnia, il valoroso e generoso Boromir, intimamente disapprova lo scopo della missione. Mentre Sauron si appresta a conquistare il mondo, ci sono nazioni che preparano una difesa disperata. L’anello potrebbe dare a queste nazioni il potere di reagire all’attacco di Sauron. Invece, portare l’anello nel cuore del territorio di Sauron significa offrirglielo in dono assicurandogli il più totale trionfo.
Boromir coltiva queste ragioni nel suo cuore, finché giunge il momento in cui viene allo scoperto: tenta invano di convincere Frodo a destinare l’anello alla lotta invece che alla distruzione, poi prova a sottrarglielo con la forza. È un momento drammatico e decisivo per l’evoluzione della vicenda. Boromir non è un folle. Ha mille ragioni. Follia piuttosto sembra l’obiettivo della missione.
Però l’anello ha un suo potere autonomo, che condiziona chi lo usa, anche con le migliori intenzioni.
Gandalf ha visto come la suggestione dell’anello, ammantata di realistico e ragionevole buonsenso, ha spinto il dottissimo mago Saruman a diventare il principale alleato di Sauron.
Inaspettatamente, la strada meno sorvegliata da Sauron si rivelerà proprio quella che porta al luogo dove l’anello può essere distrutto. Il Signore del male, infatti, non può minimamente concepire che qualcuno, venuto in possesso dell’anello, possa decidere di distruggerlo, rinunciando all’enorme potere che ne avrebbe ricavato.
Leggendo queste vicende nell’avvincente narrazione di Tolkien, il pensiero si è portato alla storia dei nostri giorni. Parlo della conquista apparentemente inarrestabile del potere da parte del pensiero gender. Non si tratta solo delle rivendicazioni LGBT. È in gioco un totale stravolgimento della logica, la sostituzione di ciò
che è reale con ciò che è percepito o desiderato, il tutto inserito in un contesto di assoluto individualismo.
Forte dell’appoggio interessato di ricchissime e potentissime lobby, questa logica pretende di diventare il criterio per guidare le scelte della comunità umana. I termini della questione sono inizialmente chiarissimi, ma gradualmente si fanno più confusi. Il metodo usato dal potere è quello della falsificazione, veicolata dai potenti mezzi di comunicazione di massa. La prepotenza con cui viene intenzionalmente costruito un orfano per assegnarlo a genitori “sociali” diventa “diritto del bambino”. La latitanza di un mondo adulto che invece di aiutare un ragazzo che fatica a trovare la sua identità lo incoraggia sulla strada del disorientamento, diventa “accettazione della diversità”. L’occupazione degli spazi educativi senza un consenso davvero informato delle famiglie, il disprezzo abbondantemente riversato sui dissenzienti, diventano “educazione all’inclusività”. Ci sono tanti generosi Boromir che non sanno più identificare il male, camuffato da buonsenso, da tolleranza, da accoglienza del diverso. Tutti noi possiamo essere tentati dalle
mille buone ragioni di Boromir. Ma se ci pensiamo bene, queste ragioni si fondano sulla logica di Sauron, destinata ad essere sconfitta dall’apparente follia di un inerme hobbit che segue un’altra logica, quella della verità, che, come ci è stato promesso, ci farà liberi (Gv 8,32).

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25/07/2023
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