Storie

di Nathan Algren

Il Vescovo di Kandy: “I cattolici in Sri Lanka, poveri di risorse, ricchi di fede”

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Nelle difficoltà che la gente vive e nelle sfide che il nostro paese attraversa, ci fa andare avanti e ci dà coraggio quella forza che viene dall’alto, l’unica che dona vera speranza. In questi momenti, grazie alla fede e alla sapienza, ci rivolgiamo verso la croce di Cristo, guardiamo a Lui. Gesù ha detto: chi vuole seguirmi prenda la sua croce e mi segua. Con Lui possiamo attraversare il deserto della povertà, della paura, dell’ingiustizia, perchè sappiamo che quel sentiero porta alla gioia, alla luce della resurrezione. Oggi per tante persone disperse, annichilite, disorientate, affaticate, una parola di consolazione , che viene dal Vangelo, fa tanto, guarisce il cuore, perchè Gesù è un guaritore”. Il Vescovo di Kandy, Valence Mendis, riporta le difficoltà e le speranze che la comunità cattolica dello Sri Lanka vive in questa fase storica, agitata da una crisi politica ed economica da cui la nazione fatica a riemergere. E’ una crisi, nota il Vescovo, che nell’ultimo anno ha avuto un grave impatto socio-economico sulla popolazione, aumentando notevolmente il numero dei poveri e degli indigenti. “Siamo poveri di risorse, di mezzi materiali, le famiglie tirano avanti a fatica, molte mangiano solo una volta al giorno. Ma vedo gente ricca di fede, che prega il Signore, che non dispera, che viene in Chiesa e trova il supporto di una comunità di fratelli che condivide il poco che si ha, nell’aiuto vicendevole”.

Il Vescovo Mendis osserva: “Devo dire che, per grazia di Dio, vedo una comunità di fede sempre ardente, la presenza alle liturgie e alla vita della Chiesa è sempre molto ampia e sentita; in alcune comunità oltre l’80% dei battezzati frequenta regolarmente l’Eucarestia domenicale e i Sacramenti, in altre zone la percentuale scende un po’ ma, come abbiamo detto anche al Papa nella recente visita ad limina, la media nazionale è del 50-60%. Il Popolo santo di Dio conosce, crede, ama Gesù Buon Pastore e confida in lui”.
In una dinamica virtuosa di comunione e compartecipazione tra sacerdoti e laici, “bisogna dire con gioia che i preti, i parroci e i consacrati sono accanto alla gente. Vedo compiersi quello che tante volte ci ha detto Papa Francesco, che ‘i pastori abbiano l’odore delle pecore’, e credo questo sia uno dei motivi per cui i fedeli ci sono e si sentono membri attivi del corpo che è la Chiesa: vedono i sacerdoti che si donano anima e corpo, che mettono cuore, mente e forze al servizio delle comunità loro affidate. I parroci ascoltano, usano misericordia, aiutano. Sono molto vicini alla gente, anche e soprattutto nella fase di acuta sofferenza e disagio delle famiglie: questo è molto apprezzato e fortifica le comunità”.
In questa cornice, afferma il Vescovo, “a dieci anni dalla sua pubblicazione, è stata importante l’esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium, un documento pienamente recepito nella vita pastorale. Lo abbiamo studiato e, sulla scia del viaggio del Papa che visitò il nostro paese nel 2015, è penetrato nella pastorale ordinaria delle comunità. Un approccio fatto di vicinanza, fraternità, misericordia, cura dell’altro caratterizza la nostra pastorale ed è entrato nella prassi della vita ecclesiale”.
In una nazione in cui, su 22 milioni di abitanti in maggioranza buddisti, i cattolici sono circa il 7% della popolazione, i problemi non mancano, anche a livello culturale e spirituale. “Non siamo esenti dal fenomeno del secolarismo, che conquista spazio nella società, tra giovani e adulti. Notiamo la tendenza ad allontanarsi da Dio e a mettere in secondo piano la dimensione trascendente, a causa della presa che hanno il materialismo e il consumismo. Accade nelle comunità di tutte le fedi e si sente anche da noi, nelle nostre 12 diocesi cattoliche”, rileva.
Per questo, riferisce il Vescovo, la Chiesa in Sri Lanka ha promosso la formazione di piccole comunità cristiane, le “Comunità ecclesiali di base”, perchè “nel piccolo gruppo si vive meglio la condivisione spirituale e materiale; inoltre queste comunità sono utili a riavvicinare quanti si sono allontanati dalla fede o a coinvolgere quanti non conoscono Cristo. L’accento è sulla responsabilità comune di tutti i membri della comunità – non solo di un prete o di un religioso – e, specialmente nelle parrocchie più grandi, quelle con oltre 5.000 famiglie cattoliche, questo modello di organizzazione capillare funziona, grazie all’impegno pastorale e missionario di laici e catechisti”.
Su questi ultimi Mendis spende una parola speciale: “Sono per noi molto importanti. I catechisti sono in tutta la nazione 25mila, sono un aiuto determinante, il loro contributo è una ricchezza, la Chiesa in Sri Lanka lo ha compreso e continua a organizzare seminari di formazione per loro, soprattutto coinvolgendo i giovani in questo ministero, che esprime la corresponsabilità nella comunità ecclesiale”.
La presenza dei catechisti è stata importante, rileva, negli ultimi due anni di crisi sociale e politica: “Ci siamo trovati nella situazione di uno stato che è fallito per il malgoverno. La nazione si è retta solo grazie ai contributi esterni come quelli dal Fondo Monetario Internazionale. La crisi ha avuto pesanti conseguenze sulla vita della gente. Il costo della vita è altissimo, è raddoppiato in poco tempo e la povertà affligge milioni di famiglie. La Chiesa, in questa fase, accorgendosi di tanta sofferenza, accompagna le famiglie tramite i sacerdoti, i religiosi e specialmente i catechisti, ed è molto apprezzata. Anche perchè non ha difeso o aiutato solo i cattolici, ma si è spesa nella società, spesso attraverso la Caritas, per la protezione della dignità umana di tutti. Siamo stati feriti dall’attacco di Pasqua del 2019 e, per il bene comune, abbiamo portato avanti in tutte le sedi l’esigenza di giustizia e verità per tutti. Ora c’è bisogno di una rinascita a tutti i livelli. E i cristiani ci sono, pronti a mettersi in gioco con il patrimonio del Vangelo che è un dono a tutta la nazione e a tutta l’umanità”.

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22/11/2023
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