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Società

ADESSO CHIEDIAMO A GHALI

Oggi Aldo Grasso in prima pagina sul Corriere della Sera chiede al cantante Ghali di difendere il diritto della cantante israeliana Eden Golan di partecipare all’Eurovision con il suo brano Pioggia di ottobre, chiaro riferimento alla strage del 7 ottobre operata dai palestinesi di Hamas. Ghali è di origine tunisina, è partito gridando “stop al genocidio” sul palco di Sanremo, poi da Fabio Fazio si è acconciato ad un più generico “stop alla guerra”, ora un critico tv vuole trasformarlo in un eroe della libertà d’espressione per tutti, israeliani compresi. Non può accadere. Il professor Tomaso Montanari, un Ghali degli accademici che certamente pensa che Israele stia portando avanti un genocidio a Gaza, è stato duramente contestato da studenti filopalestinesi che lo hanno definito “suprematista bianco, razzista, colonialista” per non aver sostenuto il boicottaggio delle università israeliane. A Ghali farebbero molto di peggio se si mettesse a caldeggiare la partecipazione della collega israeliana

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Politica

Netanyahu: no al riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese

Il premier israeliano chiede al suo governo di respingere qualunque “diktat internazionale”. Gli Usa non voteranno la proposta di risoluzione algerina, mentre da Gaza arriva l’allarme dell’Oms: l’ospedale Nasser non funziona più.

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Storie

Gaza: morire da soli in cerca di una dialisi

Dalla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza la storia della morte di Hani Abu Daoud, privato di un ospedale dove curarsi e poi persino della possibilità di tornare nel nord della Striscia, per trascorrere gli ultimi giorni accanto ai propri cari.

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Storie

Quei messaggi nella chat Unrwa dopo il massacro del 7 ottobre

G li ultimi: «Come è la situazione nella zona industriale di Khan Younis?»; «Chi sa come posso registrarmi per ricevere coperte?»; «Qualcuno ha idea di quanto sarà lo stipendio?». Traduciamo i messaggi più recenti. Sono tutte richieste di aiuto o spiegazioni rispetto a quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza. «Dove mi ricollocheranno?», chiede una donna. «Non si trova una famiglia», posta un uomo. Ci iscriviamo al canale Telegram Unrwa-Gaza, una chat non ufficiale con 3.200 iscritti, composta perlopiù da lavoratori dell’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi. Prima delle accuse di collaborazione con Hamas ai dodici dipendenti Unrwa , l’Organizzazione non governativa con sede a Ginevra Un Watch ha pubblicato un dossier in cui racconta che subito dopo il massacro del 7 ottobre la chat che stiamo leggendo è stata invasa da messaggi antisemiti, che inneggiavano «al magnifico lavoro dei terroristi».

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Storie

Israele apre le porte ai migranti asiatici

La guerra contro Hamas provoca un profondo cambiamento nel mercato del lavoro. Fra i settori più colpiti agricoltura ed edilizia. Fuggiti decine di migliaia di thailandesi e nepalesi, oltre al blocco dei permessi per i palestinesi e il richiamo di 350mila riservisti. India (e Sri Lanka) guardano con interesse alle opportunità, anche se il governo di Delhi cancella le tutele sociali.

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Storie

Patriarca maronita: libanesi contrari alla guerra con Israele

Per il cardinale Beshara Raï la popolazione non vuole una escalation al confine sud, sulla scia del conflitto in corso nella Striscia

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Società

A Gaza un conflitto che uccide innocenti

In atto “durissimi combattimenti” nella Striscia, ma gli attacchi sono ormai diffusi anche in Cisgiordania. Dalla fine della tregua oltre mille morti palestinesi. I familiari dei rapiti incontrano (e contestano) Netanyahu. Studioso danese ricorda il valore storico, culturale e artistico della città per cristiani, musulmani ed ebrei.

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Storie

Unicef: 4.008 i bambini morti a Gaza a un mese dall’inizio del conflitto

Ad un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente vogliamo ricordare che, secondo le notizie, sono 4.008 i bambini morti nella Striscia di Gaza e 7.695 quelli feriti: più di 420 bambini uccisi o feriti ogni giorno. Secondo le notizie, 31 bambini israeliani sono stati uccisi e 30 bambini sono attualmente ancora in ostaggio a Gaza. Le donne e i bambini rappresentano i due terzi delle morti segnalate”. Così Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia, che aggiunge: “a causa delle violenze, oltre 2.000 persone risultano disperse. Più di 2,2 milioni di persone non hanno più un accesso sicuro e adeguato all’acqua e ai servizi igienici. Dal 7 ottobre, 253 scuole hanno subito danni nella Striscia di Gaza”.

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