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Chiesa

Ho liberato dal peso la sua spalla (Sal 80) 

Quando ci viene trasmesso nello Spirito il giusto rapporto tra l’infinito amore di Dio e la nostra creaturalità ogni cosa la vediamo in modo più equilibrato. Godiamo dell’amore di Dio, dei suoi doni anche umani, materiali e relativizziamo ciò che ci manca, i nostri limiti ed errori. Ci accorgiamo che il moralismo, il farci sentire costretti in un bene meccanico, non maturato nel cuore, nella grazia, ci orientava a puntare su noi stessi, a ingigantire in tale valutazione distorta i nostri limiti, a farci giudicare con pesantezza noi stessi e gli altri. A bloccarci nei nostri schemi, a non cogliere il filo sereno, come una colomba, dello Spirito di Gesù in noi. A non accogliere gli altri come un dono ma a rinchiudere i rapporti con loro e loro stessi dentro mentalità di corto respiro.

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Storie

Papa Francesco: da Gesù arriva la chiamata a cercare l’unità

All’udienza generale in Aula Paolo VI il Papa richiama i cristiani all’unità, a non creare separazioni e differenze sociali. Catechesi sulla Lettera ai Galati - 8. Siamo figli di Dio

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Storie

ODE A DIEGO ARMANDO MARADONA

Ho letto che da qualche giorno, il 23 ottobre, Pelè ha compiuto ottant’anni e che tra qualche giorno, il 30 ottobre, Diego Armando Maradona ne compirà sessanta. Non so se avremo un’altra occasione con la cifra tonda per celebrarli entrambi in vita e non so neanche dire se sia più facile che Pelè non arrivi ai novanta che piuttosto Maradona non arrivi ai settanta. So per certo però che ora possiamo congratularci e sorridere con lor

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Chiesa

Commento vangelo domenica 26 luglio 2020, XVII del Tempo Ordinario, anno A

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Mt 13, 44-52

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Chiesa

Commento vangelo domenica 19 luglio 2020, XVI Tempo Ordinario, anno A

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

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Storie

KAROL WOJTYLA, I 100 ANNI SPIEGATI AI RAGAZZI

Un piccolo e agile volume che ripercorre il Pontificato del Papa polacco attraverso una raccolta di scritti e frasi celebri che vanno dal giorno della
sua elezione, il 16 ottobre 1978, a quello nel quale è tornato alla casa del Padre, il 2 aprile 2005. È disponibile anche in inglese, in coedizione con l’editrice americana “Paulist Press”, e in polacco, in coedizione con l’editrice “Wydawnictwo Sw. Stanislawa BM”. Una lettura adatta proprio a tutti

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Chiesa

Possibili vie del traboccamento

Eventuali passaggi non adeguati dal principio immutabile all’accompagnamento specifico possono orientare qualche altro pastore per esempio a variamente temere l’attenzione, nei modi e nei tempi adeguati fin dalla scuola, allo sviluppo spirituale e culturale delle diverse identità, filosofie e religioni. Rifugiandosi in un molto positivo incontro tra di esse

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Chiesa

Monsignor Paolo Giulietti e la Fede ai tempi del Coronavirus

La tutela della salute, infatti, è senza dubbio un bene primario, per il quale è giusto fare delle rinunce. Mi domando però se una società possa considerare irrilevante o marginale ciò che alimenta il “capitale morale” della nazione (e i riti religiosi sono certamente un elemento importante da questo punto di vista). Il senso del dovere e del sacrificio non sono innati, ma sono il frutto di esperienze educative e spirituali alle quali debbono continuare ad alimentarsi, pena il dilagare di quegli atteggiamenti di irresponsabilità ed egoismo che hanno sicuramente aggravato la crisi.

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