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Chiesa

Papa Francesco pellegrino in Africa

Il portavoce Bruni ha presentato il viaggio del Papa del 31 gennaio-5 febbraio nei due Paesi; a Juba il Pontefice accompagnato dal primate anglicano Welby e il moderatore dell’assemblea generale della Chiesa di Scozia, Greenshields. Previste un milione e mezzo di persone alla Messa a Kinshasa

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Storie

Il Papa ricorda il sacerdote arso vivo in Nigeria

Corpi arsi vivi, spari alla gente, bombe in Chiesa, persecuzioni contro innocenti. La brutalità della violenza assume forme diverse in luoghi differenti dell’Africa, ma il dolore è uno solo. Francesco gli dà voce al termine dell’udienza generale, dicendosi vicino alle vittime degli attacchi, spesso di matrice persecutoria, che feriscono da mesi o da giorni - se non da anni - il volto della Nigeria e della Repubblica Democratica del Congo.

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Chiesa

Papa Francesco andrà in Bahrein il prossimo novembre

Il Papa visiterà Manama e Awali, sede della cattedrale di Nostra signora d’Arabia, per il Forum sul dialogo tra oriente e occidente. Sarà il primo Pontefice a recarsi nel Paese del Golfo Persico

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Chiesa

L’Aquila attende la visita di Papa Francesco

Il prossimo 28 agosto, sull’altare papale che sarà allestito sul sagrato della Basilica di Santa Maria di Collemaggio per la celebrazione della Messa, presieduta da Papa Francesco, prima dell’apertura della Porta Santa di Collemaggio, sarà posta la sacra immagine della Madonna di Roio (Nostra Signora della Croce).

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Chiesa

Parlando con Papa Francesco di ritorno dalla Colombia

L’ l’incontro con il (primo) ministro Gentiloni è stato un incontro personale e non su questo argomento. È stato prima di questo problema, che è venuto fuori alcune settimane dopo. … Secondo: io sento
il dovere di gratitudine per l’Italia e la Grecia, perché hanno aperto il cuore sui migranti. Ma non basta aprire il cuore. Il problema dei migranti è: primo, un cuore aperto, sempre, anche per un comandamento di Dio, ricevere, perché “tu sei stato schiavo”, migrante, in Egitto. Ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza. Cosa significa?
Primo: quanti posti ho. Secondo: non solo ricevere, (ma) integrare. Ho visto esempi qui in Italia di integrazione bellissima. Sono andato all’Università Roma Tre, mi hanno fatto domande quattro studenti. Una, era l’ultima, la guardavo: ma questa faccia la conosco. Era una che meno di un anno prima è venuta da Lesbo con me in aereo, ha imparato la lingua, studiava biologia nella sua patria, ha fatto l’equiparazione (equipollenza), e ora continua. Questo si chiama integrare. In un altro volo, tornavamo dalla Svezia, ho parlato della politica di integrazione di quel Paese come un modello. Ma anche la Svezia ha detto con
prudenza: il numero è questo, più non posso, perché c’è pericolo di un eccesso.
Terzo: c’è un problema umanitario. Quello che lei diceva. L’umanità prende coscienza di questi lager, delle condizioni nel deserto? Ho visto delle fotografie, gli sfruttatori. Credo, ho l’impressione, che il governo italiano sta facendo di tutto per lavori umanitari di risolvere anche problemi che non può assumere. Ma: il cuore sempre aperto, prudenza e integrazione, e vicinanza umanitaria. E c’è un’ultima cosa che voglio dire e che vale soprattutto per l’Africa. C’è nell’inconscio collettivo nostro un motto, un principio: l’Africa va sfruttata. Oggi a Cartagena abbiamo visto un esempio di sfruttamento, umano in quel caso. Un capo di governo su questo ha detto una bella verità: quelli che fuggono dalla guerra è un altro problema; ma tanti che fuggono dalla fame, facciamo investimenti lì perché crescano. Ma nell’inconscio collettivo c’è che
ogni volta che tanti Paesi sviluppati vanno in Africa, è per sfruttare.Dobbiamo capovolgere questo. L’Africa è amica e va aiutata a crescere”.

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